La scorsa settimana ci eravamo immersi nelle atmosfere malinconiche e moderne dei Kings of Leon, con il loro album “Walls”, il quale raccontava fragilità e rinascite.
Oggi facciamo un salto indietro nel tempo, ma restiamo dentro quel territorio dove la musica diventa esperienza emotiva totale. Solo che questa volta ci aspetta uno dei lavori più vasti, ambiziosi e luminosi mai pubblicati da un artista: “Songs in the Key of Life”. Se “Walls” mostrava una band alla ricerca di un nuovo equilibrio, Stevie Wonder nel 1976 era invece nel momento più fertile della sua carriera. Aveva già attraversato rivoluzioni sonore, era libero, ispirato e con un controllo totale sul proprio universo creativo. Il risultato? Beh, un doppio album che somiglia a un mondo, uno di quei lavori in cui, davvero, non si sa dove finisce la musica e inizia la vita. Benvenuti al ventiseiesimo appuntamento con la rubrica “Riascoltati per voi”.
